Che cosa ho fatto l'ultima volta che ho ricevuto un "cic"
- Noemi Privitera

- 2 ott 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Abitudine diffusa è quella di ritenere che gli uomini e le donne siano profondamente diversi tra loro.
Il che è solo in parte vero.
Io credo che non occorra estremizzare gli ideali. Insomma, il passaggio da Xena, principessa guerriera, a Annie Wilkes del film "Misery non deve morire" può essere molto breve, se non si tengono a mente un paio di cose.

Innanzi tutto occorre ricordare che sì, gli uomini e le donne non sono uguali, altrimenti esisterebbero solo gli uomini o solo le donne.
Come disse saggiamente l'antropologa Helen Fisher - mica io, eh! - esistono molte differenze legate al genere. "Chiunque pensi che gli uomini e le donne siano uguali non ha mai avuto un figlio e una figlia. [...]Non ci siamo evoluti con lo stesso cervello e stiamo trovando nel cervello sempre più differenze dovute al sesso".
In altre parole, per la Fisher, è scienza.

"Abbiamo molto in comune" ci spiega "ma molto altro no".
E là dove non è l'anatomia del nostro cervello a incidere sulla differenza tra generi, è certamente l'influenza culturale di un dato contesto storico, sociopolitico e religioso.
L'altra sera, per esempio, ho ricevuto un "cic".
Che cos'è un "cic"?
Semplice: un cazzo in chat.
Parlavo con un bell'uomo, mi è parso un tipo interessante, e a un certo punto la conversazione ha preso questa piega.
E via di foto zozze!

Ci scommetto, il fatto stesso che lo dica e che lo dica in questo modo sta facendo storcere già un po' di nasi. Che una donna parli senza disagio di certi argomenti, usando alcune espressioni o dei termini diretti, non è ben visto nel mondo in cui abito io o, tutt'al più, è tollerato, ma suona male.
Pensate se si sapesse che mi sono persino masturbata con quel "cic"!
Il punto a cui voglio arrivare è questo: spesso, il disagio causato dalla differenza di genere è legato ai tabù che noi stesse donne ci imponiamo.
ATTENZIONE (doverosa precisazione per non sembrare Barbara Palombelli): è sacrosanto che ognuno difenda, con le unghie e con i denti, le proprie attitudini, i propri gusti e la propria privacy.
Il caso di cui qui si parla è quando lo scambio di immagini virtuali è voluto da entrambi e faccia piacere a tutti i partecipanti!
Infatti, non è scritto da nessuna parte che si debba essere necessariamente inclini al flirt o sempre contenti di ricevere materiale pornografico in chat.
Anzi.
Ciò detto, torniamo a noi.
Può accadere che, invece, questo genere di scambio piaccia eccome, sia a uomini che, udite udite, a donne.
Proprio così, ho detto a donne, non è un refuso.
La masturbazione femminile è ancora demonizzata e, diciamocela tutta, anche la promiscuità. Una donna a cui piace fare tanto sesso è ancor malvista, nonostante questi siano gli anni venti del nuovo millennio, e non del 1900. Non mi piace parlare per luoghi comuni, ma c'è un motivo se certi luoghi sono, per l'appunto, comuni. E allora, qual sorpresa se una donna che è stata a letto con tanti uomini è considerata una poco di buono?
Nessuna, ahimè, nemmeno quando tali considerazioni partono da altre donne.
E, ancora, se un uomo riceve in chat la foto di un paio di tette, molto probabilmente apprezzerà. Se una donna riceve in chat la foto di un pene, molto probabilmente, invece, sarà indignata.
Questo, credo possa dipendere da due cose: o il rifiuto nei confronti della sessualità è legato alla cultura - evito di entrare in questioni scientifiche, per così dire; voglio porre l'attenzione sull'aspetto culturale della diversità tra uomini e donne, posto che, come ho già precisato, sposo completamente la teoria secondo cui, di fondo, alcune differenze sono legate ad aspetti più prettamente biologici - o è legato ai gusti personalissimi.
Nulla quaestio sull'ultimo punto.
Ciò che mi preme mettere in risalto è, piuttosto e da ultimo, quanto dei propri gusti personali - e delle proprie battaglie - è costruito su preconcetti sociali, religiosi e culturali?

In altre parole, quante volte abbiamo trovato scabroso un "cic" solo perché l'idea che una donna possa trovare piacevole ricevere contenuti pornografici da un partner o da uno sconosciuto per masturbarsi è socialmente rifiutata?
Sarebbe bello indagare sui propri tabù per comprenderne l'origine e chiedersi "non mi piace perché non mi piace o perché non piace agli altri e, quindi, me ne vergogno?".
Potremmo capire più facilmente quali differenze tra uomini e donne possono essere arginate e, quindi, in che cosa siamo più simili, piuttosto che concentrarci sempre e solo su che cosa ci divide, che è molto più faticoso creare muri, piuttosto che abbatterli.
Uomini e donne "siamo come due piedi, ci serve l'altro per andare avanti", ci suggerisce Ted Hughes e non posso che essere d'accordo con lui.
Cominciamo a non trattarci come nemiche di noi stesse e degli uomini, accettando la nostra similitudine, prima ancora della nostra diversità, per vivere più a nostro agio.

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